Acquamorta, un caldo pomeriggio di fine Estate

La stagione matrimoniale del 2017 è ormai finita, mancano pochi impegni invernali, e ne ho approfittato per una bella gita qualche giorno fa in un posto che avevo quasi dimenticato: Acquamorta.

Ho sempre amato i luoghi vicino al mare e soprattutto i luoghi tranquilli. La prima volta che ho visto questo posto fu in occasione di una giornata shooting con una delle mie classi di fotografia, credo 4-5 anni fa, quando ancora avevo il tempo di organizzare piccoli corsi in provincia.

Ritornarci è stato bellissimo e chiaramente ritornarci con lei, Rossella, è stato ancora più magico. C’era una tranquillità quasi irreale e la giornata era calda, un perfetto pomeriggio di fine Estate. Pranzo al sacco, telo su cui stendersi, e finalmente relax dopo le ultime settimane intensissime di lavoro.

Poi ho voluto approfittarne per realizzare qualche scatto, e ho potuto immediatamente constatare che c’erano dei colori incredibili, soprattutto nella zona del piccolo acquitrino che si trova a ridosso della parete rocciosa, in parte prosciugato dal sole. In questo periodo si può camminare quasi liberamente sul letto del laghetto.

Cercando in rete informazioni su questo luogo, mi sono imbattuto in storie molto interessanti:

Il nome Acquamorta pare essere legato principalmente al fatto che le acque dell’insenatura sono particolarmente calme. Ma c’è anche una leggenda tra i pescatori, che racconta di una giovane e ragazza di nome Acqua, che per sfuggire alla rigida educazione del padre pare venisse qui di tanto in tanto a trovare pace e tranquillità tuffandosi in mare. Un giorno pare si fosse spinta troppo a largo e fosse stata tratta in salvo da un pescatore procidano (la spiaggia si trova proprio di fronte la piccola isola di Procida, che sembra quasi poter essere toccata nelle giornate limpide). Questo pescatore strinse una forte amicizia con la ragazza tornando sulla spiaggia quasi ogni giorno per salutarla, ma un giorno non tornò. A quanto pare il ragazzo era stato vittima di una tempesta e non aveva mai fatto ritorno a casa. A quel punto Acqua, sconvolta dalla notizia si gettò in mare. Il suo corpo non fu mai trovato e da allora la spiaggia cominciò ad essere chiamata con il nome che tutti conosciamo, spiaggia di “Acqua morta”.

Anche il percorso che porta alla spiaggia è molto suggestivo, un lungo viale alberato dove si può godere della vista del mare da un lato e dalle imponenti rocce dall’altro, anche qui ho approfittato per qualche scatto, realizzando qualche ritratto.

Per finire, mi sono dedicato alla cosa che amo di più fare quando ho una macchina fotografica: fermare il tempo. Cercare di immortalare un attimo infinitesimale, cogliere una frazione di secondo e congelarla per sempre.

Non sempre ci riesco, non sempre è possibile, ma a volte sì, e i risultati sono molto soddisfacenti. Amo queste foto, e amo trascorrere così le giornate.